Il viaggio che non finisce mai
Partire non è mai una sola volta.
Ho lasciato Cuba con una valigia e molte domande. Ho trovato Bologna — i suoi portici, il suo silenzio ordinato, la sua bellezza antica. Ho imparato una nuova lingua, nuovi gesti, nuovi modi di stare al mondo.
Ma dentro, qualcosa restava altrove.
L'immigrazione non è solo cambiare paese. È cambiare pelle, lentamente. È svegliarsi una mattina e non sapere bene in quale lingua stai pensando. È sentirsi straniero ovunque — ea casa ovunque, allo stesso tempo.
Los Angeles mi ha insegnato un'altra cosa: che il mondo è pieno di persone che portano dentro di sé più di un posto. Persone che hanno lasciato qualcosa per trovare qualcos'altro. E che in questo spazio di mezzo — tra ciò che erano e ciò che stanno diventando — nasce qualcosa di unico.
I miei gioielli nascono lì. In quello spazio di mezzo.
Ogni pezzo porta con sé un frammento di strada percorsa. Un po' di Cuba, un po' d'Italia, un po' di quella luce californiana che cambia tutto.
Non faccio gioielli per decorare. Li faccio per ricordare. Per dire: sono passato di qui. Ho vissuto questo. E ne è rimasta traccia.
— Gabriel
Titolo:
The journey that never ends
Corpo:
Leaving is never just once.
I left Cuba with a suitcase and many questions. I found Bologna — its porticoes, its quiet order, its ancient beauty. I learned a new language, new gestures, new ways of being in the world.
But inside, something remained elsewhere.
Immigration isn't just changing countries. It's changing skin, slowly. It's waking up one morning not quite knowing which language you're thinking in. It's feeling like a stranger everywhere — and at home everywhere, at the same time.
Los Angeles taught me something else: that the world is full of people who carry more than one place inside them. People who left something behind to find something else. And in that in-between space — between who they were and who they're becoming — something unique is born.
My jewelry is born there. In that in-between space.
Every piece carries a fragment of the road traveled. A little Cuba, a little Italy, a little of that California light that changes everything.
I don't make jewelry to decorate. I make it to remember. To say: I passed through here. I lived this. And something of it remains.
— Gabriel